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Pag 4 INTERROGAZIONE PAZZAGLIA SULLO STATUTO BANCO DI SARDEGNA - Referendumgiustizia.eu

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Commento sull'

Interrogazione 23/10/90 al Ministro del Tesoro dell'On. Alfredo PAZZAGLIA (MSI) con oggetto la perfida operazione statutaria 18/10/90 del CdA del Banco di Sardegna

Dov’era, dov’è, il sedicente “Arco costituzionale” quando la Sardegna stava perdendo le sue banche ?

Il tecnicamente obsoleto, risibile, impresentabile, scopertamente fazioso statuto 18/10/90 non è stato che una delle scivolate sul piano inclinato della svendita delle banche sarde, perdute dolorosamente causa l’arroganza e la voracità della classe politica sarda, che voleva trattenere le banche nella sua feroce disponibilità, nonostante che tutto il mondo tecnico – bancario – imprenditoriale, tutta la dottrina economica, tutto il mondo, avessero dichiarato il fallimento doloso del modello “banca pubblica” e dei suoi risibili statuti, dove chi approvava il bilancio era lo stesso soggetto che lo aveva gestito, il CdA. (CdA di nomina politica - correntizia: niente banchieri, niente bancari, forse qualche imprenditore edile magari condizionato).

Nel 1990, un membro del COMITATO ESECUTIVO del BANCO SARDEGNA, Gian Paolo PORCU, aveva sollevato energiche proteste e denunciato l'abuso clamoroso dell'inconcepibile  dannosissimo cambio di statuto. (Come se la Fiat avesse deliberato di eliminare i computer e tomare alle schede cartacee Buffetti).

Nel CdA del Banco c’erano tutti: DC, PCI, PSI, PSDI. Non c’era il MSI.


Sulla questione Banco Sardegna sono state presentate diverse interrogazioni al Consiglio regionale. Solo un’interrogazione, quella al Ministro del Tesoro dell’on. Alfredo PAZZAGLIA, ha centrato problemi ed argomenti. Ministro del Tesoro CARLI, Presidente del CM Prodi, Presidente della  Repubblica COSSIGA notoriamente sponsor del presidente del Banco Lorenzo IDDA.  
Ci credete? Senza risposta !

CARLI, PRODI, COSSIGA, Partiti, UNIONE SARDA  LA NUOVA SARDEGNA  non hanno speso neppure una riga.

Al Ministro del Tesoro PAZZAGLIA ha tra l’altro chiesto se fosse vero che il Banco avesse di proposito [proposito infame, ai danni della Sardegna,  nota di Porcu], operato il cambio di statuto per NON avere i miliardi della legge Amato; ha chiesto se fosse vero che la “riforma statutaria” fosse illegittima; ha chiesto se fosse vero che il tutto, (cioè il “nuovo” – antichissimo e nocivo statuto), fosse stato approvato da chi aveva interesse personale:  evitare la trasformazione in spa prevista dalla legge Amato 218/90. (I privati avrebbero estromesso i politici senza buonuscita).

SONO, esattamente, i motivi  per i quali io Gian Paolo Porcu, dall'interno del Banco  ho disperatamente tentato di impedire, senza riuscirci, la delibera statutaria 18/10/90. Il testo dell'interrogazione PAZZAGLIA dimostra che avevo ragione al 101%.

E sono, esattamente, i motivi che il Potere (parte della politica, parte della magistratura e a quanto mi consta tutta la stampa sarda, non asservita ma componente e complice del Potere), tramite i processi, ha soffocato il denunciante (me).

I Partiti sardi (tranne MSI), e stampa sarda NON hanno mai riferito della natura dell'operazione statutaria 18/10/90, della perdita dei miliardi Amato, delle modalità della "svendita" della banche sarde (con i conseguenti danni colossali a tutta la Sardegna), alla BPER.
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Ecco , sommariamente, i fatti. Chi ha da contestare  il racconto, lo faccia! !
 Rispetto al 1990, c’è un  fatto nuovo: i “social”. Se oscureranno i miei attuali siti, ne aprirò altri, (anzi ne ho già aperti), in Nicaragua, in Slovenia, in Antartide!!
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