QUESTA E' LA PAGINA 3 DEL SITO
COME E PERCHE' LA SARDEGNA , NOI TUTTI, CON ENORME E DURATURO DANNO, ABBIAMO PERSO LE DUE BANCHE SARDE, LE PIU' IMPORTANTI E DIFFUSE SUL TERRITORIO, BANCO DI SARDEGNA E BANCA POPOLARE DI SASSARI.
COL VERGOGNOSO SILENZIO DI POLITICA DEL SEDICENTE ARCO COSTITUZIONALE , MAGISTRATURA E STAMPA.
Ecco una breve storia dello statuto 18/10/90, con cenni ai processi Porcu
PREMESSA DECISIVA. Nel 1990 (Legge Amato 218/90), nel Banco di Sardegna era già vigente, dal 1981 (sulla scia della legge 35/1991, Ministro del Tesoro Andreatta), uno statuto conforme al DM 27/07/1981. (La legge Amato 218/90 dava 1.800 miliardi da dividere tra gli IC DP , tra cui il BS, purché avesse lo statuto in linea col DM 27/07/1981 (sul tipo detto "tipo impresa", simile a quello delle società per azioni), con abbandono del ridicolo obsoleto statuto intenzionalmente senza controlli, ("tipo impresa di erogazione").
Storia statutaria DEL Banco di Sardegna
01.- Nel 1981 il BS, per avere come ha avuto 35 miliardi, ha adattato il suo statuto al DM 27/07/19891 come prescriveva la legge 23/1981 del 10/02/1981. Detta legge 23/1981 ha dato miliardi agli IC DP. Al Banco Sardegna 35 miliardi, perché il BS aveva che accettato di abbandonare il risibile statuto “azienda di erogazione" o "istituzione”. (Si pensi che prima del DM 27/07/1981, il bilancio annuale della banca era approvato dallo stesso cda, non c'era assemblea. Lo statuto “tipo impresa” cioè conforme al DM 27/07/1981, prescriveva che l’organo esecutivo (il CE) subisse il controllo di merito dell’assemblea, come nelle spa.
01.- Nel 1981 il BS, per avere come ha avuto 35 miliardi, ha adattato il suo statuto al DM 27/07/19891 come prescriveva la legge 23/1981 del 10/02/1981. Detta legge 23/1981 ha dato miliardi agli IC DP. Al Banco Sardegna 35 miliardi, perché il BS aveva che accettato di abbandonare il risibile statuto “azienda di erogazione" o "istituzione”. (Si pensi che prima del DM 27/07/1981, il bilancio annuale della banca era approvato dallo stesso cda, non c'era assemblea. Lo statuto “tipo impresa” cioè conforme al DM 27/07/1981, prescriveva che l’organo esecutivo (il CE) subisse il controllo di merito dell’assemblea, come nelle spa.
02.- Però nel BS la separazione dei poteri, (un organo che gestisce ed uno che controlla il merito cioè il bilancio e cioè la gestione), introdotta dallo statuto 1981 sul DM 27/07/19891 era stata in pratica tecnicamente neutralizzata. E’ stata una “finta” di corpo, perché sono restati di nomina politica, cioè partitica , cioè correntizia cioè clientelare, tutti i membri dell’organo esecutivo (CE) ed anche tutti quelli dell’organo di controllo di merito (CdA).
Quindi, in sostanza la legge 23/1981 ha fallito il suo intento. Il BS ha proseguito la sua gestione "politica".
Quindi, in sostanza la legge 23/1981 ha fallito il suo intento. Il BS ha proseguito la sua gestione "politica".
o3.- Se la legge 218/90 (Ministro Tesoro Carli), fosse stata semplicemente una replica della legge 23/1981 (Ministro Tesoro Andreatta), nel 1990 non ci sarebbero stati problemi.
04.- Ripeto: nel 1981 lo Stato aveva formalmente riconosciuto (tra l'altro pagando al Banco 35 miliardi), che lo statuto del BS (DM 23/091981) era stato conformato al modello DM 27/07/1981 Andreatta.
05.- Nel 1990 lo statuto era lo stesso del 1981(senza una virgola in più NE in meno). Quindi non ci sarebbe stata storia: lo Stato, sulla legge 218/90 avrebbe pagato al BS, gratis, una quota forse di 300-400 miliardi di lire in cinque anni. Una vera manna per il Banco e la Sardegna.
06.- Però, c’era un però: la legge 218/90 non era esattamente conforme alla legge 23/1981. La legge 218/960 conteneva una polpetta avvelenata: conteneva l’obbligo, per l’IC DP che avesse ricevuto una quota di denaro grande o piccola, della trasformazione in spa. Cioè l’odiata “privatizzazione”, che avrebbe restituito agli oscuri uffici di provenienza i miracolati “banchieri” che nessuno, a quanto si sa, avrebbe mai più ingaggiato per amministrare un’impresa (neppure una pizzeria) che per fine avesse il profitto e non erogazioni di denari altrui.
06.- Nel BS la legge AMATO suscita PANICO, STORDIMENTO, CRISI DA FALLIMENTO, PERDITA DI IDENTITA’, POLTRONE E GALLINE D’ORO ORMAI SFUGGINTI COME SABBIA TRA LE DITA.
Mi sembra di sentirli, certi “amministratori di banca” che non hanno avuto occasione di dimostrare di saper fare un discorso di tre minuti su argomenti bancari, o creditizi, ne disertare su che sia il break even point, e forse neppure come fare un bonifico
07.- Ma a questo punto (agosto settembre 1990), mentre tutto il mondo va in ferie, al piano alto di corso Umberto Sassari, sede del BS, c’è chi accende al massimo i condizionatori, per studiare come difendere il miracolo d'una poltrona bancaria , (“e quando mi ricapita?”), ed ingaggia geniali consulenti per studiare una provvidenziale ed urgentissima riforma statutaria da attuare prima che i decreti delegati governativi sulla legge 218/90 arrivino sulla GU. Se il governo avesse dato soldi al BS sulla legge 218/90, nessuna endoriforma statutaria sarebbe stata possibile, perché l’unica obbligatoria riforma sarebbe stata la tragedia della trasformazione del Banco di Sardegna in società per azioni.
08.- Settembre 1990
Nella sede centrale del BS, Sassari c’è un via vai nervoso, febbrile. In CdA si sta preparando una riforma statutaria all’insaputa del Comitato Esecutivo. O meglio all’insaputa di soli due membri del CE: PORCU e MELONI. Gli altri tre (GIAGU, IDDA e MAZONI), membri sia del CE che del CdA, tutti e tre a bocca chiusissima in CE, che si riuniva regolarmente ogni lunedì. Sulla riforma in itinere dello statuto sotto l’incombenza minacciosa della legge 218/90, ne sapevano di più i commessi.
09.- Per PORCU era inutile interrogare tra il serio ed il faceto sia GIAGU che IDDA che MAZONI, ed inutile cercare di carpire qualcosa dai sindaci BERGAMINI, CAMPRA, S. PORCU, RAZZU e VERRECCHIA, anch'essi muti come pesci.
10 .- 27/09/1990 Finalmente, per le vie traverse, vengo a sapere che il CdA aveva concluso il suo esame, e trasmesso il progetto di riforma statutaria alla Banca d’Italia, sedicente organo di controllo.
11.- Dopo qualche giorno, a cose fatte, al Comitato Esecutivo viene consegnato il progetto. Ma solo per conoscenza, non per discussione ne per delibera.
12.- Trasecolo: il progetto deliberato dal CdA il 27/9/1990 NON è conforma all DM 27/7/81 , ma RITORNA al risibile obsoleto, pericoloso, sciocchissimo modello "istituzione" ante 1981, incredibile.
13.- La legge 218/90 da miliardi a patto che lo statuto sia conforme al DM 27/07/12981. Che senso ha che lo si cambi (ed in quella maniera suicida, cioè con la soppressione della conformità al DM 27/07/1981), proprio quando il governo ha da distribuire i 1.800 miliardi anche sulla base dell’aderenza o meno degli statuti al DM 27/07/1981?
13.- La legge 218/90 da miliardi a patto che lo statuto sia conforme al DM 27/07/12981. Che senso ha che lo si cambi (ed in quella maniera suicida, cioè con la soppressione della conformità al DM 27/07/1981), proprio quando il governo ha da distribuire i 1.800 miliardi anche sulla base dell’aderenza o meno degli statuti al DM 27/07/1981?
14.- Mi indigno: lo statuto proposto il 27/09/1990 dal CdA è nettamente NON conforme al DM 27/07/1981, quindi farà perdere al Banco la quota sui 1.800 miliardi di lire. Quando glielo dico, in corridoio, qualche consigliere casca dalle nuvole. O non ha capito un tubo oppure fa finta.
15.- Verbalmente protesto col presidente, col DG e con tutti. Senza mezzi termini li accuso di avere proposto una ridicolaggine, uno statuto perfidamente costruito per i fini personali non non coincidenti con l’interesse del Banco e della Sardegna.
Che tra l'altro, a stare alla lettera della legge 218/90, certamente avrebbe fatto perdere al Banco i miliardi sulla legge 218/90.
Qualche consigliere cade dalle nuvole alche altro mi dà ragione. Mi aspetto che la Banca d'Italia, cui spetta un parere, si indigni o si metta a ridere o si metta a ridere,
e mi aspetto che il CdA lasci cadere.
16.- insomma e' uno statuto senza controlli seri, con poteri enormi presidenziali, senza assemblea, bilanci approvati dallo stesso CdA.
Primi d’ottobre 1990. Dunque attribuisco l’incredibile “trovata” alla disperazione, all’improvvisazione ed all’incompetenza tecnica di molti consiglieri.
Penso che una tal riforma non sarà mai approvata, perché non approvabile, da Banca d’Italia ne dal Ministro del Tesoro, e penso che lo stesso CdA la ritirerà perché non potrebbe affrontare l’opposizione politica, la pubblica opinione e la stampa locale. (Per la perdita dei miliardi Amato e per l’adozione d’uno statuto vecchio come un vecchio scarpone).
17.- Nel pomeriggio del 17/10/90, stando a Cagliari, per vie traverse vengo a sapere che per l'indomani 18/10/90 era convocato il CdA del Banco per l'approvazione definitiva dell'incredibile statuto .
18.- D'impeto, nel pomeriggio 17/10/90 faccio le due telefonate.
19.- L'indomani 18/1/90 ,
Torno ai fatti
Ottobre 1990
Il presidente IDDA mi dice “Sugli statuti la competenza è del CdA (del quale non fai parte). Il CE (del quale fai parte), non ne ha alcuna”.
Il direttore generale GIAGU è più cortese ma mi dice che a regola d’arte il CdA può approvare una riforma statutaria senza neppure informare il CE.
Cercare di responsabilizzare i sindaci, a me ostili non serve. Parlare con certi consiglieri è fatica sprecata, inutile
Il direttore generale GIAGU è più cortese ma mi dice che a regola d’arte il CdA può approvare una riforma statutaria senza neppure informare il CE.
Cercare di responsabilizzare i sindaci, a me ostili non serve. Parlare con certi consiglieri è fatica sprecata, inutile
INSOMMA, tecnicamente, INVITO TUTTI, NEL BNCO A CONSTATARE,
a.-che lo statuto 18/10/902 NON è steso sul DM 27/07/1981;
b.- al contrario, che è un (risibile) statuto “istituzione” ante 1980;
c.- che come tale contraddice e sabota la legge 23/1981 e la legge 218/90 che , entrambe prescrivevano uno statuto steso sullo schema del DM 27/07/19881;
d.-Siccome non rispettoso del DM 27/07/1981 lo statuto 18/10/1900 era tecnicamente tale da far perdere al Banco una quota sacrosanta sui 1.800 miliardi della legge 218/90.
Un suicidio.
Un suicidio (solo) per il Banco e per la Sardegna, con contestuale allungamento temporale (con i relativi danni alla Collettività, della durata sulla immeritata poltrona bancaria di chi lo statuto approvava)
d.-Palese Illegalità. Il Banco aveva ottenuto 35 miliardi dallo stato, sulla legge 23/1981 a condizione che adottasse uno statuto sul DM 27/07/1981. Sembra evidente che dopo essere stato pagato (35 miliardi) il Banco non avesse il diritto di tornare allo statuto precedente dopo appena nove anni, in assenza di giustificazioni che nella fattispecie non c’erano.
d.-Insomma trovo chiaramente false le dichiarazioni del CdA del Banco contenute nella relazioni accompagnatorie ed addirittura nella denuncia a mio carico del 12/11/1990 dove di dice che il “nuovo” statuto attua la legge Amato.
Sulle risibili spiegazioni tecniche fornite dal CdA del BS sulla natura giuridica dello statuto 18/10/90 del BS scrivo nel riquadro immediatamente successivo
a.-che lo statuto 18/10/902 NON è steso sul DM 27/07/1981;
b.- al contrario, che è un (risibile) statuto “istituzione” ante 1980;
c.- che come tale contraddice e sabota la legge 23/1981 e la legge 218/90 che , entrambe prescrivevano uno statuto steso sullo schema del DM 27/07/19881;
d.-Siccome non rispettoso del DM 27/07/1981 lo statuto 18/10/1900 era tecnicamente tale da far perdere al Banco una quota sacrosanta sui 1.800 miliardi della legge 218/90.
Un suicidio.
Un suicidio (solo) per il Banco e per la Sardegna, con contestuale allungamento temporale (con i relativi danni alla Collettività, della durata sulla immeritata poltrona bancaria di chi lo statuto approvava)
d.-Palese Illegalità. Il Banco aveva ottenuto 35 miliardi dallo stato, sulla legge 23/1981 a condizione che adottasse uno statuto sul DM 27/07/1981. Sembra evidente che dopo essere stato pagato (35 miliardi) il Banco non avesse il diritto di tornare allo statuto precedente dopo appena nove anni, in assenza di giustificazioni che nella fattispecie non c’erano.
d.-Insomma trovo chiaramente false le dichiarazioni del CdA del Banco contenute nella relazioni accompagnatorie ed addirittura nella denuncia a mio carico del 12/11/1990 dove di dice che il “nuovo” statuto attua la legge Amato.
Sulle risibili spiegazioni tecniche fornite dal CdA del BS sulla natura giuridica dello statuto 18/10/90 del BS scrivo nel riquadro immediatamente successivo
DETTAGLI SULLE DICHIARAZIONI FALSE IN RELAZIONE ED IN DENUNCIA 12/011/1990
Dunque Il 27/09/1990 il CdA fa una delibera statutaria che probabilmente è anche abusiva, perché cambia lo statuto che il BS aveva adottato nel 1981 (sul modello del DM 27 /07/ 1981) ed “in cambio” o “premio” (comunque era stato pagato), aveva avuto 35 miliardi di lire sulla legge 23/1981.
La delibera 27/09/1990, incredibilmente TORNA allo statuto ante 1981,
Dunque Il 27/09/1990 il CdA fa una delibera statutaria che probabilmente è anche abusiva, perché cambia lo statuto che il BS aveva adottato nel 1981 (sul modello del DM 27 /07/ 1981) ed “in cambio” o “premio” (comunque era stato pagato), aveva avuto 35 miliardi di lire sulla legge 23/1981.
La delibera 27/09/1990, incredibilmente TORNA allo statuto ante 1981,
Ma come chi non si perde d’animo neppure quando è colto sul fatto con le dita dentro la marmellata, il CdA inalbera una faccia tosta grande come una casa e si crea un alibi di cartapesta.
Il 27/09/1990 accompagna lo scandaloso testo statutario con una relazione in cui vorrebbe far credere (ma ci potrebbero credere solo analfabeti aborigeni dell’Amazzonia), che lo statuto 27/09/90 è in direzione (seppure non la completa) dell’attuazione della legge Amato e della progettata trasformazione in spa.
Il che è falso, come direbbe il falso chi dicesse di voler trasformare una esistente srl in spa, e per avviare l’operazione per prima cosa demolisce la srl e resta con una società di fatto.
Il 27/09/1990 accompagna lo scandaloso testo statutario con una relazione in cui vorrebbe far credere (ma ci potrebbero credere solo analfabeti aborigeni dell’Amazzonia), che lo statuto 27/09/90 è in direzione (seppure non la completa) dell’attuazione della legge Amato e della progettata trasformazione in spa.
Il che è falso, come direbbe il falso chi dicesse di voler trasformare una esistente srl in spa, e per avviare l’operazione per prima cosa demolisce la srl e resta con una società di fatto.
Settembre – ottobre 1990
Verbalmente faccio il diavolo a quattro, le mie grida risuonano per tutto il palazzo. Ma invano.
15/10/1990
A tutti i consiglieri del Banco, a casa loro, spedisco due missive
1.-.15/10/1990 prot.241/90 sui problemi procedurali irrisolti.
2 .-15/10/1990 n.242/90 Osservazioni sul progetto di statuto approvato dal CdA del Banco il 27.9.1990
1.-.15/10/1990 prot.241/90 sui problemi procedurali irrisolti.
2 .-15/10/1990 n.242/90 Osservazioni sul progetto di statuto approvato dal CdA del Banco il 27.9.1990
17/10/1990
Per vie traverse vengo a sapere che il CdA, è stato convocato per l’indomani il 18/10/90 per la seconda e definitiva approvazione del “nuovo” statuto.
17/10/1990
Ad ore 17 circa da Cagliari chiamo prima il Presidente IDDA. Conversazione di pochi minuti: con IDDA era inutile entrare in particolari statutari tecnici, non c’è miglior sordo di chi non vuol sentire. E poi il Direttore Generale GIAGU. Colloquio di oltre mezz’ora o forse un’ora, durante il quale il DG, pur ammettendo che lo statuto era “istituzione” e non “impresa”, cercava disperatamente di dissuadermi.
Ecco le mie parole “Se domani approvate il risibile novo statuto, che è disastroso per il Banco e solo favorevole alle immeritate poltrone di chi lo approva, la cosa è tanto grave che faccio esposto alla procura della Repubblica”.
Ecco le mie parole “Se domani approvate il risibile novo statuto, che è disastroso per il Banco e solo favorevole alle immeritate poltrone di chi lo approva, la cosa è tanto grave che faccio esposto alla procura della Repubblica”.